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(??/01/06) Chitarre
Con Essere o Sembrare tornano sulla scena i Litfiba. A capitanarli,l’inossidabile Ghigo Renzulli, musicista che con la sua chitarra ha tracciato riff e pagine importanti, aggressive ed irruente del rock italiano. L’abbiamo incontrato per parlare dell’ultimo lavoro della band, di strumentazione e della situazione tutt’altro che rosea nella quale la musica sembra trovarsi di questi tempi.

Ciao Ghigo, mi piacerebbe tu tracciassi una breve descrizione di questi tre dischi della nuova era dei Litfiba, da Elettromacumba all’ultimo Essere o Sembrare.
Elettromacumba è stato di fatto il disco d’esordio di una nuova band.E’ un disco con Cabo, il nostro cantante, alla sua prima esperienza con noi, ancora fanciullo; con il senno di poi potrei dire che forse è un album musicalmente acerbo. Senz’altro risente in qualche modo delle influenze del pop del precedente Infinito, ultimo lavoro con Pelù. Insidia, il successivo, è un disco molto più duro ed aggressivo. Più sicuro, esoterico, privo della solarità che magari ha contraddistinto precedenti lavori dei Litfiba, anche se comunque non mancano in questo disco momenti più dolci e pacati. Nell’ultimo disco Essere o Sembrare si è tornati invece a suonare rock, cercando un linguaggio ed un suono più minimale, asciutto, recuperando il sound dei primi lavori dei Litfiba.

Parlaci delle registrazioni di EoS.
Il disco è stato realizzato in digitale. Registrare in analogico, su bobina, ormai è decisamente in disuso, e l’ultimo lavoro che ho inciso così è stato Elettromacumba. Essere o Sembrare è stato il primo disco interamente registrato a casa mia. Come software abbiamo utilizzato Logic. Il missaggio invece è stato fatto interamente in analogico, dopo aver convertito il segnale. Abbiamo noleggiato una stupenda Consolle CADAC, meraviglioso mixer che è stato usato ad esempio da Vasco Rossi a S.Siro. Pur registrando in digitale, ci siamo affidati ad ottime apparecchiature.Abbiamo usato buonissimi microfoni, come in particolare un Royer a nastro, impiegato prevalentemente per chitarra e voce, e dei pre davvero eccezionali: un preamplificatore della Millenia, davvero moderno e trasparente come sonorità, e un Chandler che offre invece un suono molto più colorato, sporco, direi alla Beatles…

Rimpiangi i periodi su cui si registrava in analogico, su bobina?
La musica è in crisi.I budget sono risicati. Il digitale ti offre ottimi risultati a prezzi bassi. Oggi bastano un Mac, un buon software ed un hard disk esterno, e puoi farti un disco. E’ chiaro che un analogico ha un’altra dinamica, un altro calore. Magari in futuro la tecnologia riuscirà a colmare anche queste lacune…però al momento, io continuo a preferire l’analogico. Pensa al suono dei vecchi dischi: addirittura io mi sono fatto trasferire i miei vecchi vinili su cd, per poterli conservare e continuare ad ascoltare con quel suono. L’analogico ha dei colori, una profondità impagabile…Mi rendo conto però che un ragazzino di oggi non ha l’orecchio allenato per sentire queste cose. Pensa che il presidente del nostro Fans Club, che è un ragazzo di 23 anni che ama ed ascolta una quantità incredibile di musica, non riesce comunque qa distinguere un mp3 da un cd originale! Io su queste cose ci rifletto. Noi musicisti ci danniamo, ci scervelliamo su digitale ed analogico, impazziamo su mix, cercando di enfatizzare suoni, sfumature, la voce di ogni strumento; ma alla fine bisogna capire che all’ascoltatore medio quello che arriva quando ascolta un disco è la voce, e poi in lontana la musica. E forse-dico forse- dopo svariati e svariati ascolti, se proprio un prodotto gli piace magari inizia a scorgere la chitarra… per noi musicisti è tutto assolutamente diverso: io ormai quando sento un disco gli faccio la radiografia: produzioni, suoni, mix!

Accennavi prima al momento di crisi della musica. A chi o a cosa possono a tuo parere essere attribuite delle colpe al riguardo?
Che la musica sia in forte crisi è un dato di fatto. Basti pensare che molti grandi case discografiche si stanno iniziando a fondere tra loro. Uniscono le forze perché non c’è abbastanza lavoro per tutti. Si vendono pochissimi dischi. Pensa che prima negli anni ’60 per vincere il disco d’oro dovevi fare un milione di vendite. La cifra negli anni è scesa in maniera esponenziale ed ora ne bastano 50 mila! In ogni caso, tornando alla tua domanda, credo che un ruolo importante, basilare, nella crisi della musica ce l’abbiano senz’altro radio e televisione. I network più importanti vogliono essere pagati per passarti i pezzi. Quindi o ti puoi permettere di fare un grosso, grossissimo investimento, oppure hai poca visibilità e di conseguenza fai più fatica a vendere. Se poi a tutto questo unisci il fatto che adesso con il computer e con internet la gente si scarica, masterizza e copia tutto quello che vuole e gratuitamente, capisci allora che s’innesta un circolo vizioso. Alla base poi credo che ci sia comunque un interesse di base minore nei confronti della musica da parte dei ragazzi. Penso a mio figlio che ha tredici anni, e quando gli ho chieste cosa sceglierebbe tra musica e playstation mi ha risposto playstation. Ora mai i ragazzi vanno piu in voga le suonerie per cellulari che dischi rock…

E quando secondo te è iniziata questa crisi? Con l’avvento di internet?
Secondo me già molto prima. E’ stata graduale, ma un cambiamento che ha contribuito a mio parere ad affossare la situazione musicale, è stata la comparse degli anni ’80 delle tv musicale, che trasmettevano video 24 ore su 24. La musica cominciava a diventare troppo presente, troppo accessibile troppo disponibile.

Ed invece a tuo parere qual è lo statp di salute della chitarra rock nelle produzioni attuali?
Si sente pochissima chitarra in molte produzioni attuali. Certo ce nè sempre moltissima nella musica di Vasco e Ligabue, che sono però artisti piu che affermati e sempre uguali a loro stessi; quindi mantengono la voce forte delle chitarre che ha caratterizzato il loro stile di sempre. Oppure di recente ho trovato interessante le chitarre delle Vibrazioni. Questo gruppo ha costruito proprio sulle 6 corde un sound congeniale alla voce del cantante. Ma di base non cè molta chitarra in giro e soprattutto quella che si sente ha un ruolo prevalentemente ritmico, d’accompagnamento. Basti pensare ai Negrita ed a quanto hanno ridimensionato le loro chitarre negli ultimi singoli.

Che chitarre stai usando ultimamente per questo disco e questo tour?
Guarda sto usando esclusivamente Fender e Gibson. Benché ci siano altre marche che fanno davvero prodotti pregevoli, queste due case restano a mio giudizio le migliori. Dopo aver posseduto un’infinità di chitarre ora ne ho scelto alcune davvero selezionate. E quando dico selezionate significa che sono davvero quelle che dopo 30 anni di carriera possono realmente affermare che sono quelle che suonano meglio.

E per quanto riguarda gli amplificatori?
Dal vivo uso esclusivamente Marshall, dei normali stack JCM 900, la terza serie. Ho provato anche la serie più recente, la Jcm 2000, ma non mi convinceva. Prevalentemente l’utilizzo dei Marshall è una scelta dettata dalla grande affidabilità e robustezza che questi amplificatori ti offrono. Inoltre, hai sempre la non trascurabile certezza e serenità che, qualora avessi un problema e ti trovassi a fare un concerto nel più sperduto paesetto della Sicilia, certamente nel negozio di strumenti musicali più vicino un Marshall lo trovi. A casa invece per il lavoro in studio ho ovviamente anche altri ampli: un Vox Ac30, un Orange, un Matchless, e soprattutto un Fender Vibro King ed un Tom Master, bellissimo e del custom shop..questi poi veramente non mi fido a portarli in giro.

In Studio per registrare, utilizzi anche software che simulano il suono degli amplificatori?
Personalmente trovo che abbiano un suono un po’ finto. Indubbiamente offrono delle buone simulazioni..ma sai, io sono uno all’antica. In ogni caso per rispondere circa il mio rapporto con queste macchine, posso dirti che mi sono comprato una redizione di un Marshall Bles Breaker da 18 watt, che mi è costato la bellezza di 1800 euro…è un gioiellino, stupendo..in pratica se ci pensi, 100 euro a watt!